“Perché l’ho fatto” Tragedia di Montepiano, il 22enne confessa l’omicidio della madre: le prime dichiarazioni rilasciate
Il figlio di Anna Viliani confessa di averla uccisa con coltellate e di aver dato fuoco alla casa, rivelando un background di violenza familiare e intenti omicidi verso altri membri
Nella frazione di Vernio, in provincia di Prato, si è consumato un tragico omicidio che ha scosso la comunità locale. La vittima, Anna Viliani, una donna di 60 anni, è stata accoltellata dal figlio, un giovane di 22 anni con disabilità uditiva e già seguito dai servizi sociali. L’episodio ha assunto contorni inquietanti, poiché dopo aver colpito la madre, Morganti ha anche dato fuoco all’abitazione. Le indagini hanno rivelato un movente inquietante legato a un passato di violenze subite dal giovane. Questo evento ha aperto un dibattito sulle problematiche familiari e sociali che circondano il caso.
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La dinamica dell’omicidio
Il 26 febbraio 2025, Anna Viliani è stata trovata morta nella sua casa di Montepiano, un piccolo centro abitato di Vernio. Secondo quanto emerso, il figlio Davide ha confessato di averla accoltellata ripetutamente, infliggendole almeno dieci coltellate. Nonostante il numero dei colpi, i fendenti non hanno colpito organi vitali, e la donna ha tentato di salvarsi. Tuttavia, è caduta a terra e, incapace di rialzarsi, è rimasta esanime per undici ore. Questo particolare ha suscitato sgomento, poiché il giovane ha assistito alla scena senza prestarle aiuto.
Alle prime luci dell’alba, Morganti ha preparato una valigia e ha appiccato il fuoco alla casa in più punti, utilizzando un accendino. Successivamente, ha cercato di attirare l’attenzione dei vicini, gesticolando per far capire che la madre era ancora all’interno mentre le fiamme avvolgevano l’abitazione. L’intervento dei vigili del fuoco e dei carabinieri è stato tempestivo, ma quando gli investigatori sono entrati nella villetta, hanno trovato Anna Viliani senza vita, riversa in un lago di sangue. La scena del crimine ha lasciato gli inquirenti scossi, evidenziando la brutalità dell’episodio.
La confessione
Durante l’interrogatorio condotto dal procuratore Luca Tescaroli e dal pm Laura Canovai, Davide Morganti ha rivelato motivazioni inquietanti dietro il suo gesto. Ha sostenuto di aver agito in preda a un forte risentimento nei confronti della madre, affermando che negli ultimi tempi lei “gli stava troppo addosso”. Inoltre, ha ammesso di aver pianificato di uccidere anche altri membri della famiglia, inclusi il padre, il fratello e la fidanzata di quest’ultimo. Secondo le sue dichiarazioni, queste intenzioni erano radicate in un passato di maltrattamenti subiti durante l’infanzia, che avrebbero alimentato il suo risentimento. “Mi picchiavano quando ero bambino, sono stati sempre cattivi con me”, ha dichiarato.
La Procura ha acquisito la documentazione medica di Morganti per comprendere meglio la sua condizione e il contesto familiare. Al momento, il giovane è stato trasferito in una struttura sanitaria e si trova in stato di arresto con l’accusa di omicidio volontario. Le autorità stanno esaminando il caso con attenzione per determinare la responsabilità del giovane e le eventuali misure di supporto che potrebbero essere necessarie per affrontare la sua situazione.
Le ripercussioni sulla comunità
Questo tragico evento ha suscitato un forte impatto nella comunità di Vernio e ha messo in luce questioni complesse legate alla salute mentale e alle dinamiche familiari. La storia di Davide Morganti e Anna Viliani è emblematica delle sfide che molte famiglie affrontano, specialmente quando ci sono problematiche di disabilità e precedenti di violenza. Gli esperti stanno sottolineando l’importanza di un intervento tempestivo e di un supporto adeguato per prevenire situazioni estreme come quella accaduta.
Inoltre, si sta avviando un dibattito su come migliorare i servizi sociali e le reti di supporto per le famiglie in difficoltà. La tragedia ha evidenziato la necessità di un’attenzione maggiore verso le problematiche di salute mentale e le conseguenze che possono derivare da un passato di abusi. La comunità di Vernio si sta unendo per elaborare il lutto e riflettere su come evitare che simili tragedie possano ripetersi in futuro.