White cave house: a Kanazawa, una casa bianca come la neve
Un rifugio straniante, in città. Il progetto degli architetti Takuro Yamamoto
Kanazawa è una città giapponese della prefettura di Ishikawa. Si trova sul mare ed è circondata dalle alpi Giapponesi, dal Parco Nazionale Hakusan e dalla penisola di Noto. È localizzata tra i fiumi Sai e Asano e si estende per una superficie di 467.77 km².
È famoso il castello di Kanazawa, più volte distrutto e ricostruito.
Qui sorge anche la centrale nucleare più grande al mondo, quella di Kashiwazaki-Kariwa.
In questa città sorge anche la White cave house, un edificio a due piani firmato dagli architetti Takuro Yamamoto.
Un volume monolitico, bianco, purissimo ed introverso che all’esterno si apre solo a creare un vuoto per il parcheggio.
Cave, la cava, è uno dei due temi guida del progetto: buchi interni ed esteni in un volume massivo.
Il secondo principio applicato è il candore, il bianco come la neve del Giappone.
La pianta al piano terra è composta da una sequenza dinamica di spazi esterni ed interni. La cucina e il soggiorno sono visivamente e fisicamente collegati con il cortile centrale, cuore di White Cave House.
Sul lato opposto, un corridoio, un piccolo bagno, una camera giapponese e la scala per il collegamento verticale.
Al secondo piano tre camere da letto sono disposte intorno al terrazzo emozionale, di una bellezza e semplicità così pura che riconferma l’eleganza dello stile giappo.
La piscina poco profonda è uno specchio d’acqua che riflette il cielo in tutto il perimetro della terrazza.
La resina bianca della pavimentazione rende accecante la purezza anche all’interno della casa.
In tutto questo minimalismo luminoso, la natura ha il suo posto, molto minimal anche questo: un esile albero a piano.
White cave house è stata progettata nella luce e nel candore quasi asettico, proprio come i committenti desideravano: una giovane coppia con bambino in un rifugio straniante, lontano dal mondo.
Fotografie: Ken’ichi Suzuki