Lulù Selassiè rompe il silenzio dopo la condanna per stalking a Manuel Bortuzzo: le prime dichiarazioni rilasciate
Lulù Selassiè rompe il silenzio sui social dopo la condanna per stalking ai danni di Manuel Bortuzzo, esprimendo il suo dolore e la determinazione a non lasciarsi definire dalla sentenza
Il messaggio di Lucrezia Selassiè, conosciuta anche come Lulù, segna un importante ritorno sui social media dopo un periodo di silenzio. La giovane donna, recentemente condannata a un anno e otto mesi di reclusione, pena sospesa, per stalking nei confronti dell’ex fidanzato Manuel Bortuzzo, ha deciso di esprimere i propri sentimenti e la propria versione dei fatti attraverso un post su Instagram. La sentenza, emessa oggi, giovedì 3 aprile, ha spinto Lulù a rompere il silenzio che l’aveva caratterizzata negli ultimi tempi.

Nel suo messaggio, Lulù si difende dalle accuse e spiega il suo punto di vista. Ha affermato di aver protetto il dolore di una relazione complessa e di essere stata tradita da chi amava profondamente. Si è sentita ferita nella fiducia e nelle promesse reciproche, descrivendo il suo stato emotivo come un peso insopportabile che ha dovuto sopportare per amore. La giovane donna ha evidenziato anche come la sua esperienza sia stata influenzata da calunnie e da manipolazioni da parte di altre persone, che avrebbero costruito menzogne a suo danno. La sua dichiarazione mette in luce la complessità delle relazioni e le difficoltà che si possono incontrare.
Il messaggio di Lucrezia Selassiè
In un passaggio significativo del suo messaggio, Lucrezia esprime la propria determinazione di fronte alla condanna. Ha dichiarato che, nonostante le difficoltà, non lascerà che questo evento segni la sua vita. “Cammino a testa alta,” ha scritto, “consapevole che la giustizia non si esaurisce in un singolo verdetto, ma è un processo in continua evoluzione.” Questo commento evidenzia non solo la sua resilienza, ma anche un atteggiamento di speranza per il futuro. Lulù ha accennato a momenti di intensa sofferenza, descrivendo come il dolore l’abbia colpita profondamente, ma ha anche sottolineato che nonostante tutto, dentro di lei è rimasta viva una scintilla di forza.
Il suo messaggio si conclude con un invito alla riflessione sulla verità. Ha affermato che la verità processuale emersa in aula non rappresenta l’unica verità, ma che essa è in possesso di chi ha vissuto direttamente gli eventi. Questo punto di vista potrebbe far riflettere su come le esperienze personali e le percezioni possano differire da quanto viene stabilito in un contesto legale. “Questa notte andrò a dormire tranquilla,” ha affermato, augurando anche agli altri di poter trovare la stessa serenità.
La reazione del pubblico
Il ritorno di Lucrezia sui social ha suscitato reazioni diverse tra i suoi follower e il pubblico in generale. Alcuni utenti hanno mostrato il proprio sostegno, esprimendo comprensione per la sua situazione e apprezzando la sua apertura nel condividere la sua esperienza. Altri, invece, hanno commentato in modo critico, sottolineando l’importanza delle responsabilità personali all’interno di una relazione. Questa dualità di reazioni riflette la complessità della questione e come sia difficile per il pubblico formarsi un’opinione netta in situazioni tanto delicate.
In un contesto più ampio, la vicenda di Lucrezia Selassiè e Manuel Bortuzzo ha riacceso il dibattito su tematiche quali la violenza di genere, le dinamiche relazionali e il ruolo dei social media nel plasmare le narrative personali. La condanna di Lulù, pur essendo un momento di crisi, rappresenta anche un’opportunità di crescita e di riflessione su come affrontare e superare le esperienze traumatiche. La sua storia, come molte altre, mette in luce la necessità di una maggiore comprensione e sensibilità nei confronti di situazioni complesse, dove le emozioni e le esperienze individuali possono avere un impatto profondo e duraturo.